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profilo-miki-rettangolare-728x1024Benvenuto! Se stai cercando strategie e consigli su come ottenere il massimo durante le tue lezioni, come avere più silenzio in classe, e spiegare tutta la lezione senza uscirne distrutto, anche se i tuoi studenti sono dei veri animali, beh… allora puoi smettere di cercare perché sei arrivato a destinazione!

“È ancora possibile avere silenzio in classe per fare una Vera lezione in questi anni dove gli studenti sono sempre più indisciplinati?”, è questa la domanda che ormai nelle aule insegnanti sempre più spesso, quasi tutti i giorni ogni docente si pone.

I fatti sono questi : sia che insegni in una scuola pubblica o privata, in un istituto tecnico, in un centro professionale e pure in un liceo Classico,
per fare delle lezioni in cui tu possa finire gli argomenti programmati, e farti ascoltare per insegnare davvero qualcosa a questi poveri ragazzi senza perderci il sonno, se vuoi essere ascoltato e rispettato devi comunque avere una strategia di insegnamento efficace!

Detto questo é vero che ci sono professori più predisposti e professori meno, per alcuni è più facile essere ascoltati ed altri vengono snobbati sin dalla prima lezione. Come se chiedessimo ad un uomo con problemi di balbuzie di fare un discorso in pubblico!
Quanto allenamento gli servirebbe? Quanto dovrebbe lavorare per ottenere un discreto risultato? Ma soprattutto, riuscirà nell’impresa?

Di fatto oggi hai di fronte due strade, da una parte c’è l’esigenza di crescere nella tua formazione pratica per essere un professore degno di rispetto e preso d’esempio dai propri alunni, non per scaldare la cattedra ma per dare veramente qualcosa ai tuoi studenti.

Dall’altra parte c’è la quotidianità di tutti i giorni, dove vedi alcuni professori, magari con una materia considerata più ostica delle altre uscire dall’aula freschi come rose mentre altri dopo 5 minuti che sono in aula cominciano a guardare l’orologio per vedere quanto manca.… Continua a leggere...

Come ho Dimezzato la fatica, Triplicando i Risultati

Non mi era mai capitato fino ad ora di avere una situazione così difficile.

E non parlo dal punto di vista degli studenti,
quanto dal punto di vista della generale disciplina a livello scolastico.

Mi spiego meglio…

Immagina che alcuni tuoi studenti fumino in classe,
non alcuni studenti di cui non sai il nome,
ma proprio due studenti definiti, cioè…tu li hai visti…

dichiari questa cosa ai piani alti…

e la conseguenza di queste azioni per loro è ZERO.
Nulla, una piccola ramanzina di meno di 20 secondi e poi nulla….

 

Immagina che buona parte degli studenti arrivi 10-15 minuti dopo il suono della campanella…

Alcuni arrivano, ti vedono… e ti dicono… “Prof, vado in bagno…”
Non te lo chiedono, lo fanno e basta, e tu puoi o trattenerli (ma hai due mani e sono 4)
Oppure decidere di chiamare ogni giorno a casa i genitori di questi,
oppure sperare che ci siano delle conseguenze che partono da un livello più alto, ma non partono….

Non mi ero mai trovato in una situazione del genere!

 

Se questo era il livello generale, immagina la mia difficoltà nel fare lezione…

Dovevo mettere a sedere uno ad uno gli studenti… e mi sembrava di giocare al gioco della talpa,

dove devi dare una botta in testa a quella che cerca di spuntare fuori.

 

Spinto dalla vicinanza di una crisi di nervi,

MAI COSI’ TANTO NELLA MIA VITA HO ODIATO IL MIO LAVORO,

però poi ho pensato ai gemelli in arrivo, al resto della famiglia,

alle bollette che non si pagano da sole e mi sono messo lì,

ed ho fatto con più calma e con più attenzione quello che di solito facevo al volo

 

Ho analizzato la situazione…

Ho visto ciò che funzionava e ciò che non funzionava…

E sono passato subito all’azione…

 

Forse tu non ti ritrovi in una classe così difficile,
ed infatti ti dico già che ho testato questo metodo ESTREMO
anche con classi meno indisciplinate
ed ha alleggerito davvero il mio carico di stress emotivo.Continua a leggere...

Ecco il motivo per cui i tuoi studenti ti mangiano a colazione in un sol boccone!

chessCome avrai notato il primo post per chi legge il blog Insegna Meglio si conclude con una frase, tratta dal film il Discorso del Re, ( the king’s speech).

My Castle, My Rules!

La frase che nel film é pronunciata non dal Re, bensì dal terapeuta del linguaggio Lionel, sta proprio a significare:

Mio é il castello ( in cui ti trovi) ,
Mie sono le regole ( a cui DEVI stare!).

Ma per farti capire meglio il significato di questa frase voglio raccontarti una storia realmente accaduta a me in una delle mie prime lezioni.

Prima di partire con la storia però, vorrei fare una premessa, perché so che la prima cosa che ti verrà in mente alla fine di questa storia sarà:

“Eh ma… Michele, guarda che i miei studenti sono diversi! “

Ecco, prima che ti venga in mente questo tengo a precisare che tutte, e dico TUTTE, le strategie che troverai sul Blog Insegna Meglio, non sono semplicemente state testate su classi nella media, bensì le ho applicate io personalmente in svariate classi dove lo studente tipo corrisponde a questa caratteristica:

– crisi di isteria in caso di ritiro del cellulare / o della trousse di trucchi ( si le mie studenti si truccano in classe, altrimenti : ” Sa prof a che ora mi devo alzare la mattina io?” )
– 3/4 ore di sonno alle spalle se non ZERO
– dipendenza ossessivo compulsiva dal cibo delle macchinette o dal pacco di patatine scrocchianti di 500g
– emorroidi e problemi di schiena per cui stare seduto più di 15 minuti “é sofferenza pura prof!”
– problemi e domande a cui é necessario rispondere nel più breve tempo possibile altrimenti potrebbero non sapere più che fare della loro vita
– astinenza da qualsiasi cosa bruci e si inserisca tra le labbra
– per non parlare della capacità innata, se non addirittura Allenata per interrompere un discorso proprio nel momento più importante è nevralgico

Ecco le prima che tu dica che i tuoi studenti sono diversi vorrei fermarti e dirti che

Non é vero, i tuoi studenti non sono diversi, anche i miei e quelli di tutti gli altri sono così, e per quanto tu ti sforzi di raccontare una situazione terribile vorrei dirti che io stesso e tanti altri prof ne abbiamo viste di simili se non peggio.… Continua a leggere...

Evita la pallottola che ti uccide prima ancora di poter aprire bocca in classe

puntodidomanda“Prof, ma a che serve questa cosa che ci sta spiegando? Cioè, io devo fare il meccanico!”

Quante volte nel bel mezzo del momento più importante di una lezione, ti sei trovato di fronte a questa domanda!

A questa od ad altre domande del tipo :

– ma la scuola a che cosa serve?
– ma perché non possiamo fare lezione fuori che c’é il sole?

A questo punto hai di fronte due possibilità:

-Dare l’addio e buttarti giù dalla finestra bruciando tutto dietro di te

-Rispondere e trovarti con l’acqua alla gola rischiando di annegare perchè dopo di quella ci saranno altri milioni di domande!

 

In poche parole qualsiasi sia la tua scelta la tua ora è andata persa!

 

La vera realtà é che gli studenti ti mettono alla prova, sono talmente abituati ad essere esaminati che ormai sono diventati bravissimi pure loro!

E’ come se scannerizzassero ai raggi X ogni adulto con cui hanno a che fare!

Il primo esame che ti fanno è molto semplice:

Il prof è Vivo o Morto?

Vogliono vedere se sei vivo o se sei assuefatto dal sistema!

 

Loro lo vedono che la scuola non funziona!

Loro lo sanno, perché usano tutti i giorni Facebook sul loro iPhone!

Sanno che sia Zuckemberg che Jobs la scuola non l’hanno finita! Eppure hanno un pacco di soldi!

Per cui fanno un semplice e stupidissimo test!

Prof!?? Ma a che serve la scuola?

Lo chiedono a te perchè i genitori non sanno più cosa dire perché il loro figlio vada a scuola!

Non devi aver paura di queste domande! Devi desiderarle ardentemente!

I tuoi studenti non ti hanno fatto questa domanda? Allora significa che hanno già capito se sei vivo o morto!

E mi dispiace per te, ma hanno capito che sei morto!Continua a leggere...

L’errore che il 96% degli insegnanti compie durante una sfuriata

infuriataSono sicuro che sia capitato anche a te di dire questa frase almeno una volta:

“Adesso basta!”

Magari con un tono di voce alto e gracchiante, un ululato piantato giù dalla disperazione e con una punta di istinto omicida.

Almeno una volta ti sarà capitato.

Le vene della gola gonfie a dismisura per lo sforzo, e l’adrenalina nel sangue che pompa il cuore come Usain Bolt nei 100 metri.

Molto spesso ciò che ti ritrovi dopo l’urlo “di Tarzan” è una classe in perfetto silenzio, ma il bruciore alla gola che ti è appena venuto sta per presagire poco di buono.

Arrabbiarti e sbraitare in quel modo ha portato i suoi frutti sul momento, è vero, ma a lungo termine sai bene che comportarti così non migliorerà per nulla il rapporto con la classe e, soprattutto, con lo studente o gli studenti presi in causa.

È possibile che ritornando sui tuoi passi non avresti commesso questa azione perché, preso singolarmente, il fatto scatenante non era stato poi così grave da provocare la tua reazione, ma hai perso le staffe così tanto perché la somma di tutto ciò che era successo fino a quel momento aveva superato di molto il tuo limite di sopportazione.

Se fosse successo semplicemente quell’ultimo fatto non ti saresti mai arrabbiato così tanto, avresti reagito sicuramente in modo diverso.

È proprio per questo che dopo i tuoi studenti rimangono spiazzati, si chiedono il motivo di così tanta rabbia per una cosa così leggera; e indovina chi passa poi dalla parte del torto?

Lo so, non è facile, ci sono passato molte volte pure io, mi sono sentito anche io “pentito” e frustato dal mio comportamento. Sai che non lo fai apposta, eppure succede.

Ne fai passare una, due, un piccolo richiamo, e tre, e quatto, e…

e poi basta, arriva la goccia che fa traboccare il vaso e parte l’urlo di Tarzan.… Continua a leggere...